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S come Segalini

Non sono riuscita ad aspettare il Natale per regalarmi il libro di Stefano Cavada “La mia Cucina Altoatesina”.

Amo tutte le ricette, le foto sono davvero un’ispirazione. Insomma, ho messo subito le mani in pasta, ho trovato nella sezione dei lievitati, la ricetta dei segalini, i panini tondi di farina di segale aromatizzate di semi, tipici della Val Venosta e con un nome difficilissimo, i Vischgerlen.

L’impasto é un no-knead e la fase di lievitazione é gestita principalmente in frigorifero, massima resa e poca fatica.

Ingredienti per 6 pagnotte

Farina di segale, 360 g

Farina tipo 1, 140 g

Acqua, 450 g

Lievito di birra secco, mezza bustina

Semi di finocchio

Semi di cumino

Trigonella

Sale, 10 g

Mescola in una ciotola capiente le farine con il lievito e i semi, aggiungi l’acqua e fai assorbire aiutandoti con un cucchiaio di legno. Aggiungi il sale.

Copri con la pellicola e fai lievitare un paio di ore a temperatura ambiente.

Trasferisci la ciotola in frigo per almeno 3 giorni.

Togli dal frigo, prepara il piano di lavoro con la farina di segale e distribuiscila anche sull’impasto. Porziona in 6 pagnottine tonde e appoggiale accoppiate sulla teglia, rivestita con la carta forno.

Fai lievitare per un’oretta.

Scalda intanto il forno a 220°C , fai cuocere per circa 25 minuti.

Raffredda su una gratella e conserva in un sacchetto di carta. Scaldati ritroveranno subito croccantezza.

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